Ciao sono Celine Delpy
Vedi il mio profilo


Co-autori

Ciao sono aalexweb

Agosto 2005

DLMMGVS
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Tag

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Agosto 2005

IL RITORNO DEL VIANDANTE

Nelle stelle lontane, il viandante era tornato a casa:
il suo viaggio era stato lungo e pieno di insidie,
ma aveva riportato dall'inferno suo fratello,
ritrovando se stesso, la sua vita e i suoi sogni.
E lei: il suo amore perduto!

Poesia indiana

A lungo durerà il mio viaggio e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori dei giorno,
e proseguii il mio viaggio attraverso i deserti dei mondo:
lasciai la mia traccia su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene la semplicità d'una melodia.
Il viandante deve bussare a molte porte straniere per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare per tutti i mondi esteriori per giungere,
infine, al sacrario più segreto all'interno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano prima che li chiudessi dicendo: «Eccoti!»

 

Tag: ,600,

Veglia

Una intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sua mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore

Non sono mai stato
tanto attaccato
alla vita

Cima 4 il 23 Dicembre 1915


Dal sito: http://centri.univr.it/resistenza/novecento/HTML/letteratura/paola/Veglia.htm

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi? 

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno. 

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno. 

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi? 

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore. 

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.

Dal sito : http://www.claudiocarini.it/silvia.htm

 

Gli angeli vennero a cercarla La trovarono al mio fianco, lì dove le sue ali l'avevano guidata.
Gli angeli vennero per portarla via.
Aveva lasciato la loro casa, il loro giorno più chiaro ed era venuta ad abitare presso di me.
Mi amava perché l'amore ama solo le cose imperfette.

 

Ed ora è solo il Silenzio

Ed ora è solo il silenzio, un silenzio più assordante di mille voci, un silenzio carico di ricordi:
si ricordi si. Ricordi di quando tutto era gioia, di quando tutto era perfetto.
Ed ora vorresti tornare indietro cambiare solo un momento, due parole, una frase:
e tutto tornerebbe a posto lo sai, ma non puoi.
E questa consapevolezza ti squassa il petto, il cuore, la mente:
e vorresti distruggere tutto, se non fosse già stato fatto.
Vorresti gridare perdono, vorresti gridare perchè?Perchè?
Perchè prima era tutto perfetto ed ora è tutto sbagliato!
Eppure..eppure, forse, non tutto è perduto..

Archivio Agosto 2005